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	<title>Generazione Y</title>
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	<description>Due ragazzi degli anni &#039;80 che raccontano la loro generazione, i Millennials</description>
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		<title>Articolo 18: orgoglio e pregiudizio</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Millennials]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo 18 o non Articolo 18? Questo è il problema. La tanto auspicata riforma del lavoro in Italia dovrà, obtorto collo, passare da uno scontro tra titani che hanno posizioni a riguardo nettamente contrastanti. Chi vuole rilevanti modifiche della normativa &#8230; <a href="http://www.generazioney.com/2012/02/21/articolo-18-orgoglio-e-pregiudizio/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo 18 o non Articolo 18? Questo è il problema.</p>
<p>La tanto auspicata riforma del lavoro in Italia dovrà, obtorto collo, passare da uno <strong>scontro tra titani</strong> che hanno posizioni a riguardo nettamente contrastanti. Chi vuole rilevanti modifiche della normativa (Governo, appoggiato da Confindustria) e chi non ci pensa nemmeno a tornare sui propri passi (Sindacati).</p>
<p>Intanto, spiego ai meno informati che l&#8217;articolo 18 di cui si parla fa parte dello &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_dei_Lavoratori" target="_blank">Statuto dei Lavoratori</a>&#8221; e, contrariamente a quanto si afferma, esso non dispone che il licenziamento sia valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo. Ma prevede che, in quest&#8217;ultimo caso, il lavoratore sia <strong>reintegrato nel posto di lavoro</strong>. E che sia concessa al dipendente la facoltà di optare per il risarcimento del danno.</p>
<p>Un&#8217;interessante semplificazione della problematica, di cui sotto vi propongo alcuni stralci, viene proposta dalla testata <a href="http://www.edscuola.it/archivio/ped/civica/articolo18.html" target="_blank">Educazione&amp;Scuola</a>.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Un lavoratore può essere licenziato?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Sì, ma solo per una <em>giusta causa</em> o per un <em>giustificato motivo</em>.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Qual è una giusta causa?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Sono, ad esempio, le <em>violenze o le minacce nei confronti dei colleghi o dei superiori, il furto, il danneggiamento doloso degli impianti aziendali.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Qual è un giustificato motivo?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Possono essere i <em>ritardi sistematici</em> nel presentarsi al lavoro oppure la <em>violazione del segreto d&#8217;ufficio</em>.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Cosa può fare un lavoratore se ritiene di essere stato licenziato ingiustamente?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Può ricorre al giudice del lavoro il quale, verificato che il licenziamento è ingiustificato, impone al datore di lavoro di riassumerlo, pagandogli inoltre una <em>risarcimento finanziario</em> (partendo da un minimo di 5 mensilità). Sempre che lavori in una ditta con più di 15 dipendenti. Questo prevede l&#8217;art. 18 dello Statuto dei lavoratori.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Ma se il datore di lavoro non lo vuole più in azienda?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Può anche lasciarlo a casa, ma deve comunque corrispondergli lo stipendio.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>E se fosse il lavoratore a non voler più tornare in azienda?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">In questo caso può pattuire con il datore di lavoro un <em>risarcimento finanziario fino a un massimo di 15 mensilità.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Se il lavoratore licenziato ingiustamente è impiegato in un&#8217;azienda che non ha più di 15 dipendenti?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">In questo caso il giudice, verificato che il licenziamento è ingiustificato, non può obbligare il datore di lavoro a riassumerlo, ma lo può condannare a corrispondergli un<em> risarcimento finanziario fino a un massimo di 6 mensilità</em>.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Le modifiche riguardano i lavoratori attualmente in servizio?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">No. Riguardano solo <em>alcune categorie di lavoratori che verranno assunti in futuro</em>.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Le modifiche saranno definitive?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">No. Avranno la durata di <em>quattro anni</em> e<em> verranno prorogate solo se avranno avuto degli influssi benefici sull&#8217;occupazione</em>.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>In che modo la modifica dell&#8217;art. 18 può favorire l&#8217;occupazione?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Ci sono ditte con 14 o 15 dipendenti che avrebbero bisogno di assumere nuovi lavoratori, ma non lo fanno perché superando la soglia dei 15 dipendenti sarebbero sottoposte all&#8217;art. 18. Vale a dire che tutti i dipendenti potrebbero essere licenziati solo per giusta causa o giustificato motivo. Oppure aggirano l&#8217;ostacolo assumendo dei lavoratori in nero. Per facilitare le assunzioni da parte di queste imprese e per indurle a mettere a libro paga i lavoratori in nero, il governo propone che <em>le piccole ditte che assumono nuovi dipendenti anche se superano il numero 15 non siano sottoposte all&#8217;art. 18</em>.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>In sostanza, come può essere riassunta la filosofia del governo?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">In sostanza il governo sembra fare questo ragionamento: <em>meglio un posto di lavoro anche se meno garantito piuttosto che la garanzia di restare disoccupati.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>I lavoratori così assunti resterebbero senza alcuna tutela?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">No. Perché resterebbe sempre in vigore un&#8217;altra norma che <em>punisce il datore che licenzia ingiustamente condannandolo ad un risarcimento finanziario da corrispondere al lavoratore licenziato</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">Gianfranco Fini, via twitter, ha proposto che <strong>&#8220;per i neoassunti non valga l&#8217;articolo 18</strong>. Così un&#8217;impresa può<strong> assumere a tempo indeterminato e se poi va male può licenziare senza dover sottostare all&#8217;articolo 18</strong>&#8220;.</p>
<p align="JUSTIFY">Non mi sento di discostarmi da questa posizione, ovviamente solo nel caso in cui ciò consenta al mercato del lavoro di proliferare e alla disoccupazione giovanile di calare in tempi brevi. Porto il mio esempio: <strong>piuttosto che stare a casa</strong>, come conseguenza del terrore aziendale a portare avanti un&#8217;assunzione &#8220;blindata&#8221;, non mi dispiacerebbe <strong>rinunciare a qualche tutela contrattuale</strong> per avere un&#8217;occupazione. Ma, piacerebbe anche a me godere di alcuni <strong>incentivi</strong> (ammortizzatori sociali?) che mi assicurino un presente meno precario, in attesa di un rapido reinserimento.</p>
<p align="JUSTIFY">Nello scontro tra parti sociali tutti quanti possiamo perdere, ma anche vincere allo stesso tempo. A patto di scendere a compromessi anche laddove ci siano dei sentimenti radicati.</p>
<p align="JUSTIFY">Perciò, concludendo, vi dico: sono ben disposto a <strong>rinunciare al posto fisso</strong>, ma non al <strong>diritto di avere un lavoro</strong> (come da <a href="http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html" target="_blank">art. 4, Costituzione</a>). Per tutto il resto, c&#8217;è il buon senso.</p>
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		<title>(Silvia) Deaglio non disputandum est</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Millennials]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto pare l&#8217;eco delle recenti dichiarazioni del premier Monti e dei ministri Cancellieri e Fornero non si è affievolita. Sul web impazza la rivolta e chi ne ha fatto le spese, gioco forza dopo i commenti precipitosi su sfigati &#8230; <a href="http://www.generazioney.com/2012/02/09/silvia-deaglio-non-disputandum-est/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.generazioney.com/wp-content/uploads/2012/02/deaglio-fornero.jpg"><img class="size-medium wp-image-55" title="deaglio-fornero" src="http://www.generazioney.com/wp-content/uploads/2012/02/deaglio-fornero-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Silvia Deaglio, a sinistra, e Elsa Fornero</p></div>
<p>A quanto pare l&#8217;eco delle recenti dichiarazioni del premier Monti e dei ministri Cancellieri e Fornero non si è affievolita. Sul web<a href="http://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_07/dai-ragazzi-ironia-e-critiche-non-conoscete-l-italia-alessandro-trocino_69780a9e-5155-11e1-bb26-b734ef1e73a5.shtml?fr=correlati" target="_blank"> impazza la rivolta</a> e chi ne ha fatto le spese, gioco forza dopo i commenti precipitosi su sfigati e bamboccioni, è stata <a href="http://www.corriere.it/politica/12_febbraio_07/La-titolare-del-welfare_1369e9e4-5167-11e1-bb26-b734ef1e73a5.shtml?fr=correlati" target="_blank">Silvia Deaglio</a>, la figlia del ministro del Welfare.</p>
<p>Chi è costei? Riprendendo da <em>Corriere.it</em>, Silvia è &#8220;<strong>professore associato di Genetica medica alla facoltà di Medicina dell&#8217;Università di Torino</strong> (dove insegnano sia il padre che la madre) e <strong>responsabile della ricerca alla Hugef</strong>, una fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana. Alcune sue ricerche sono state finanziate dalla <strong>Compagnia di Sanpaolo</strong>, fondazione che è la prima azionista della banca Intesa Sanpaolo, di cui sua madre era vicepresidente&#8221;.</p>
<p>Alle critiche piovute da ogni parte ha <a href="http://www.corriere.it/politica/12_febbraio_08/nino-luca-silvia-deaglio-fornero_f31ed6b4-5246-11e1-9430-803241dfdaad.shtml" target="_blank">risposto con fermezza</a>: non devo giustificarmi con nessuno, il mio curriculum parla per me; ho seguito tutti gli step previsti, come da copione.</p>
<p>Ora tento di analizzare la questione alla Marzullo, ponendomi qualche domanda e rispondendomi by myself.</p>
<p>1) E&#8217; giusto prendere di mira la Fornero Jr (della serie &#8220;da che pulpito&#8230;&#8221;) per delle frasi forti pronunciate da sua madre al popolo italiano?<br />
2) Poteva Silvia Deaglio essere più esaustiva nelle dichiarazioni rilasciate o ha fatto bene a non esporsi troppo?<br />
3) Si è fatta da sola, come si dice in gergo, oppure ha davvero usufruito di aiuti?<br />
4) Se non avesse cavalcato l&#8217;onda della raccomandazione, ammesso che ne abbia tratto davvero giovamento, sarebbe arrivata dov&#8217;è ora?</p>
<p>Provo a rispondere:</p>
<p>1) Forse sì, se è questo il prezzo da pagare per essersi riempiti la bocca &#8211; sto parlando di Fornero Sr &#8211; con parole che non possono andare a genio ad una nazione in difficoltà, sotto tutti i punti di vista, come la nostra. Io credo che la sciura Elsa, indipendentemente dalle sue certezze familiari, avrebbe potuto evitare, con un po&#8217; di buon senso, questa querelle evitando di fatto problemi alla figlia.<br />
2) Secondo me, qualche risposta in più la Deaglio poteva darla. <strong>Trincerarsi dietro ad un cv, per pur strabiliante che sia, al giorno d&#8217;oggi non può bastare</strong>. Essere disponibili e chiari su tutto paga di più. Perchè mostrarsi arroganti potrebbe far pensare a qualcosa di losco, anche se non fosse questo il caso. Probabilmente deve aver vinto la sua volontà di starne il più fuori possibile.<br />
3) Di sicuro sappiamo che si tratta di una <strong>brillante ricercatrice</strong>, con quasi cento pubblicazioni e un curriculum di 21 pagine con esperienze di rilievo assoluto. Certo, l&#8217;università è la stessa dove insegnano i genitori e nei verbali di uno dei concorsi vinti, si spiega che &#8220;la candidata dimostra inoltre <strong>un&#8217;ottima capacità di attrarre fondi di finanziamento per la ricerca</strong>: infatti è responsabile di rilevanti progetti di ricerca&#8221;.<br />
Grazie, graziella e grazie al Deaglio/Fornero, direte voi.<br />
4) Apriti cielo. E&#8217; qui il punto: stiamo parlando senza dubbio di una professionista di notevole valore. <strong>Ma quanti altri ce ne sono in Italia che, senza strada spianata, non hanno avuto le stesse possibilità? E quanti altri, invece, sono i fortunelli che non trovano ostacoli di fronte a loro?</strong></p>
<p>Ho sentito dire che &#8220;conta poco avere le spalle coperte, bisogna dimostrarlo sul campo altrimenti ti fanno fuori comunque&#8221;. Vero, certo. Ma così facendo, a parità di bravura, l&#8217;amico, il parente, il conoscente deterranno sempre il <strong>potere</strong> rispetto agli altri che non godranno mai di questa possibilità on the field.</p>
<p>Monti dice che vuole riportare in auge le parole<strong> meritocrazia e competizione</strong>, ovvero la base per avviare un meccanismo di crescita e, se vogliamo, anche assottigliare questo tipo di tensioni sociali che hanno nell&#8217;abuso di aiutini il loro punto cardine.</p>
<p>Mario, noi siamo qui che aspettiamo.</p>
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		<title>Perchè questo blog &#8211; by Gigi</title>
		<link>http://www.generazioney.com/2012/02/07/perche-questo-blog-by-gigi/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Millennials]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa aggiungere a quanto già detto dal mio esimio collega? Prendo spunto da un&#8217;altra definizione per farvi capire come viene vista la Generazione Y. Si spiega che: &#8220;Questa generazione è indicata come Generazione Boomerang o Peter Pan, a causa della &#8230; <a href="http://www.generazioney.com/2012/02/07/perche-questo-blog-by-gigi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa aggiungere a quanto già detto dal mio esimio collega?</p>
<p>Prendo spunto da un&#8217;altra definizione per farvi capire come viene vista la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y" target="_blank">Generazione Y</a>.</p>
<p>Si spiega che:<br />
&#8220;Questa generazione è indicata come <em>Generazione Boomerang </em>o<em> Peter Pan</em>, a causa della loro propensione possibile per <strong>ritardare alcuni dei riti di passaggio all&#8217;età adulta </strong>in più rispetto alle generazioni prima di loro e a causa di una loro <strong>tendenza a vivere con i genitori</strong> per un periodo superiore rispetto alle ultime generazioni&#8221;.<br />
E poi:<br />
&#8220;Gli appartenenti alla Generazione del Millennio vengono a volte chiamati <em>Trophy Generation</em> o <em>Trophy Kids</em> un termine che riflette l&#8217;andamento negli sport competitivi, così come molti altri aspetti della vita, dove &#8220;<em>non si perde</em>&#8220;, e ognuno ottiene un &#8220;<em>grazie per la partecipazione</em>&#8221; che simboleggia un senso e una percezione del diritto. È stato riportato che si tratta di un problema in ambienti aziendali in quanto alcuni datori di lavoro sono preoccupati che i Millennials <strong>abbiano troppe aspettative dal luogo di lavoro e il desiderio di plasmare il proprio lavoro per adattarlo alla loro vita, piuttosto che adattare la loro vita al lavoro</strong>&#8220;.</p>
<p>La verità non è questa e lo sappiamo bene. L&#8217;obiettivo primario è scrivere a voi, e per voi, la nostra versione. Cosa apprezziamo e cosa detestiamo, quello che ci uccide e quello che ci rende più forti. Senza uno schema predefinito, sia chiaro. Un flusso ermetico di coscienza.</p>
<p>Perchè NON siamo una NON generazione come si vuol far credere. E ve lo dimostreremo.</p>
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		<title>Sfigati, bamboccioni e mammoni. E con la fissa del posto fisso.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Espo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Millennials]]></category>

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		<description><![CDATA[La tecnica politica è semplice ma efficace: fare delle sparate impopolari e improponibili per distogliere la massa dal visualizzare il vero problema. E&#8217; così che stanno facendo in questi giorni l&#8217;illustre Monti (che monotonia il posto fisso!), il ministro dell&#8217;interno Cancellieri (posto &#8230; <a href="http://www.generazioney.com/2012/02/07/sfigati-bamboccioni-mammoni-posto-fisso/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tecnica politica è semplice ma efficace: fare delle sparate impopolari e improponibili per distogliere la massa dal visualizzare il vero problema.</p>
<p>E&#8217; così che stanno facendo in questi giorni l&#8217;illustre Monti (<a title="Monti - il posto fisso che monotonia" href="http://http://www.corriere.it/politica/12_febbraio_01/monti-appoggio-berlusconi-fondamentale_8c78eb5c-4d0a-11e1-8838-1be80b480ae6.shtml?fr=correlati" target="_blank">che monotonia il posto fisso!</a>), il ministro dell&#8217;interno Cancellieri (<a title="Cancellieri - Posto fisso vicino a mamma" href="http://www.repubblica.it/economia/2012/02/06/news/camusso_no_a_manutenzione_art_18-29417387/?ref=HREC1-15" target="_blank">posto fisso vicino a mamma</a>) e la piangina ministro del lavoro Fornero (<a title="Fornero - Nessuna demonizzazione del posto fisso" href="http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_04/fornero-licenziare_12e8e10e-4f15-11e1-be5e-e51bc42d9d61.shtml" target="_blank">nessuna demonizzazione del posto fisso</a>). Spostano il problema da un sistema che chiaramente non funziona - il mondo del lavoro in Italia &#8211; alle aspettative dei giovani della Generazione Y.</p>
<p>Cari signori, non avete minimamente capito con chi avete a che fare. Noi giovani abbiamo fame e sete di lavorare, di diventare indipendenti, di staccarci fisicamente da mammà e papà, di avere una nostra casa e di sfidare ogni giorno il mondo<strong>. NON siamo noi il problema!</strong></p>
<p>Il problema sta nel conclamato Sistema Paese, e in particolare in alcuni aspetti drammatici:</p>
<ol>
<li>la certezza del lavoro. Sono d&#8217;accordo con Monti quando dice che è bello avere sempre nuove sfide e stimoli, ma questo è vero per quei paesi dove è facile <em>cambiare</em><strong> </strong>e <em>trovare </em>lavoro. Se oggi in Italia resto a casa 1-2 mesi automaticamente perdo credibilità e potere contrattuale nei confronti delle aziende dove andrò a propormi. E&#8217; un fine paradosso: <strong>il posto fisso non esiste, ma se non hai un posto fisso non trovi lavoro.</strong> Sembra quasi il <a title="Wikipedia - Il paradosso del gatto di Schrodinger" href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=gatto+schroedinger&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CC4QFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FParadosso_del_gatto_di_Schr%25C3%25B6dinger&amp;ei=EPAwT57OEo-A-wadg8XmBQ&amp;usg=AFQjCNFzqjxSFw8P06FEmAevOmmwnPYOPg" target="_blank">paradosso del gatto di Schrodinger</a>, applicato nel fantastico vortice dei colloqui multipli per posti da 300 euro al mese spese escluse. Anni fa veniva criticato una sorta di meccanismo autoreferenziale: le aziende cercano solo personale con esperienza, quindi per un neolaureato è impossibile fare esperienza, allora non troverà lavoro. Ora la questione si è spostata su un piano più grave: solo se ho lavoro trovo lavoro. Non nascondetevi dietro le critiche a noi che non abbiamo coraggio, finchè non verrà cambiato il Sistema Paese-Aziende che non permette di cambiare lavori, da qui non se ne esce.</li>
<li>bamboccioni. Faccio un esempio stupido per i lavoratori milanesi: guardatevi intorno e contate quanti vostri colleghi sono milanesi. Praticamente nessuno. Partendo da questo il discorso è molto lineare: <strong>noi giovani abbiamo il coraggio di spostarci, ma con che soldi?</strong> Sì perchè io non ho problemi a cambiare città, amici e lavoro, ma in un paese dove il 30% dello stipendio se ne va in tasse e il 50% nell&#8217;affitto di una topaia, cosa mi conviene fare? Non avete ancora minimamente capito (o meglio, non volete che è sostanzialmente diverso) che stare a casa con mamma e papà ci pesa e ci sconforta, ma è una <strong>necessità economica</strong>. Proseguiamo con il paradosso di prima e arricchiamolo: <strong>il posto fisso non esiste, ma se non hai un posto fisso non trovi lavoro. Per vivere da solo ti serve un mutuo, ma un mutuo viene erogato solo a chi ha il posto fisso</strong>. Serve un mondo del lavoro che agevoli i giovani che si spostano, con sgravi fiscali e incentivi alla mobilità.</li>
<li>articolo 18. Su una cosa son d&#8217;accordo con Fornero: bisogna fare presto. E un altro aspetto drammatico del nostro paese sono i sindicati. Signori svegliatevi!!! Il mondo sta cambiando è vero, ma non è difendendo le nostre roccaforti che andremo avanti. Ribadisco lo stato deve essere garantista per quanto riguarda <strong><em>un </em></strong>lavoro, non <strong><em>il </em></strong>lavoro. E i discorsi dei vari Camusso e Bonanni non fanno ben sperare: mi sembrano mia nonna che sperava per i propri figli un posto in banca. Invece di pretendere garanzie anacronistiche su posti fissi, concentratevi su cosa serve veramente all&#8217;Italia. <strong>Il lavoro.</strong></li>
</ol>
<p>Alla fine, cari Monti e Fornero, noi Generazione Y vi chiediamo una semplice cosa: cambiate e cambiate ora. Ma rendetevi conto che non siamo noi il problema, il problema è nel mondo del lavoro italiano. Cancellieri:&#8221;<em>è nata una querelle frutto di una fretta d&#8217;interpretazione. Il mondo moderno ha grandi esperienza di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso. Il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti</em>&#8220;. Esatto, il mondo sta cambiando anzi è praticamente ormai cambiato, ora sta a voi, perchè <strong>noi siamo sfigati, bamboccioni e mammoni ma non per scelta.</strong></p>
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		<title>Perchè questo blog &#8211; by Espo</title>
		<link>http://www.generazioney.com/2012/02/02/perche-questo-blog-by-espo/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Espo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Millennials]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì lo so, il blog è ormai un modo di comunicare demodè. Ma ho voglia di spazio per far capire cosa ho dentro, chi sono io, chi siamo noi Millennials. L&#8217;idea concreta nasce forse da un articolo del Corriere della &#8230; <a href="http://www.generazioney.com/2012/02/02/perche-questo-blog-by-espo/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì lo so, il blog è ormai un modo di comunicare demodè. Ma ho voglia di spazio per far capire cosa ho dentro, chi sono io, chi siamo noi Millennials. L&#8217;idea concreta nasce forse da un articolo del <a title="Generazione Y" href="http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_15/generazione-millennials-chiara-maffioletti_f017e216-f6f3-11e0-9ce3-b3213c3a5a87.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a> nel quale <a title="Antonio Campo Dall'Orto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Campo_Dall%27Orto" target="_blank">Antonio Campo Dall&#8217;Orto</a>, vice presidente di MTV International, ci descrive in maniera approfondita. Una frase mi ha colpito: &#8220;Se gli chiedi cosa vorrebbero rispondono: un buon lavoro, vivere bene e che i miei fossero fieri di me.&#8221;</p>
<p>Vi siete mai chiesti perchè siamo così? Perchè sogniamo delle cose che per voi, generazioni precedenti, sono scontate? Beh la risposta è semplice: per molti di noi il futuro e il presente sono prima di tutto un gran bel casino e poi, forse, una gioia o un sogno.</p>
<p>Noi, cresciuti negli anni &#8217;90, siamo per i nostri vecchi la generazione dei <strong><em>NON</em></strong>:</p>
<ul>
<li><em>non</em> abbiamo fatto la guerra</li>
<li><em>non</em> abbiamo lottato nel &#8217;68</li>
<li><em>non</em> abbiamo conquistato i nostri diritti</li>
<li><em>non</em> abbiamo avuto paura delle BR e dei fasci</li>
<li><em>non</em> abbiamo goduto nella Milano da bere</li>
</ul>
<p>E allora ecco che questo blog non vuole aver la pretesa di cambiare le idee di qualcuno, ma solo dare lo spazio a due ragazzi, io e Gigi, che hanno voglia di raccontare chi siamo e cosa vediamo con i nostri occhi. E perchè, anche se non ve ne siete accorti, stiamo già cambiando questo mondo balordo&#8230;</p>
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