Informazioni su Espo

Già nel passeggino volevo essere sempre in movimento, guai a fermarsi! E col senno di poi questa innata e puerile voglia di libertà mi ha portato, chilometro dopo chilometro, a diventare un maratoneta. Ma la vita non è fatta solo di sacrifici e così, invaghito del dio bacco, sono anche un Sommelier diplomato. Oggi, sulla soglia dei 30, mi divido tra allenamenti alle sei del mattino nella città più nebbiosa d'Italia - Pavia - e serate di degustazione con pochi ma veri amici. Ho una laurea in ingegneria gestionale, un bel lavoro, una splendida ragazza e una solida famiglia alle spalle. E il fatto che tutti mi dicano che sono fortunato mi fa capire che in questo mondo c'è qualcosa che non va...

Sfigati, bamboccioni e mammoni. E con la fissa del posto fisso.

La tecnica politica è semplice ma efficace: fare delle sparate impopolari e improponibili per distogliere la massa dal visualizzare il vero problema.

E’ così che stanno facendo in questi giorni l’illustre Monti (che monotonia il posto fisso!), il ministro dell’interno Cancellieri (posto fisso vicino a mamma) e la piangina ministro del lavoro Fornero (nessuna demonizzazione del posto fisso). Spostano il problema da un sistema che chiaramente non funziona - il mondo del lavoro in Italia – alle aspettative dei giovani della Generazione Y.

Cari signori, non avete minimamente capito con chi avete a che fare. Noi giovani abbiamo fame e sete di lavorare, di diventare indipendenti, di staccarci fisicamente da mammà e papà, di avere una nostra casa e di sfidare ogni giorno il mondo. NON siamo noi il problema!

Il problema sta nel conclamato Sistema Paese, e in particolare in alcuni aspetti drammatici:

  1. la certezza del lavoro. Sono d’accordo con Monti quando dice che è bello avere sempre nuove sfide e stimoli, ma questo è vero per quei paesi dove è facile cambiare e trovare lavoro. Se oggi in Italia resto a casa 1-2 mesi automaticamente perdo credibilità e potere contrattuale nei confronti delle aziende dove andrò a propormi. E’ un fine paradosso: il posto fisso non esiste, ma se non hai un posto fisso non trovi lavoro. Sembra quasi il paradosso del gatto di Schrodinger, applicato nel fantastico vortice dei colloqui multipli per posti da 300 euro al mese spese escluse. Anni fa veniva criticato una sorta di meccanismo autoreferenziale: le aziende cercano solo personale con esperienza, quindi per un neolaureato è impossibile fare esperienza, allora non troverà lavoro. Ora la questione si è spostata su un piano più grave: solo se ho lavoro trovo lavoro. Non nascondetevi dietro le critiche a noi che non abbiamo coraggio, finchè non verrà cambiato il Sistema Paese-Aziende che non permette di cambiare lavori, da qui non se ne esce.
  2. bamboccioni. Faccio un esempio stupido per i lavoratori milanesi: guardatevi intorno e contate quanti vostri colleghi sono milanesi. Praticamente nessuno. Partendo da questo il discorso è molto lineare: noi giovani abbiamo il coraggio di spostarci, ma con che soldi? Sì perchè io non ho problemi a cambiare città, amici e lavoro, ma in un paese dove il 30% dello stipendio se ne va in tasse e il 50% nell’affitto di una topaia, cosa mi conviene fare? Non avete ancora minimamente capito (o meglio, non volete che è sostanzialmente diverso) che stare a casa con mamma e papà ci pesa e ci sconforta, ma è una necessità economica. Proseguiamo con il paradosso di prima e arricchiamolo: il posto fisso non esiste, ma se non hai un posto fisso non trovi lavoro. Per vivere da solo ti serve un mutuo, ma un mutuo viene erogato solo a chi ha il posto fisso. Serve un mondo del lavoro che agevoli i giovani che si spostano, con sgravi fiscali e incentivi alla mobilità.
  3. articolo 18. Su una cosa son d’accordo con Fornero: bisogna fare presto. E un altro aspetto drammatico del nostro paese sono i sindicati. Signori svegliatevi!!! Il mondo sta cambiando è vero, ma non è difendendo le nostre roccaforti che andremo avanti. Ribadisco lo stato deve essere garantista per quanto riguarda un lavoro, non il lavoro. E i discorsi dei vari Camusso e Bonanni non fanno ben sperare: mi sembrano mia nonna che sperava per i propri figli un posto in banca. Invece di pretendere garanzie anacronistiche su posti fissi, concentratevi su cosa serve veramente all’Italia. Il lavoro.

Alla fine, cari Monti e Fornero, noi Generazione Y vi chiediamo una semplice cosa: cambiate e cambiate ora. Ma rendetevi conto che non siamo noi il problema, il problema è nel mondo del lavoro italiano. Cancellieri:”è nata una querelle frutto di una fretta d’interpretazione. Il mondo moderno ha grandi esperienza di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso. Il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti“. Esatto, il mondo sta cambiando anzi è praticamente ormai cambiato, ora sta a voi, perchè noi siamo sfigati, bamboccioni e mammoni ma non per scelta.

Perchè questo blog – by Espo

Sì lo so, il blog è ormai un modo di comunicare demodè. Ma ho voglia di spazio per far capire cosa ho dentro, chi sono io, chi siamo noi Millennials. L’idea concreta nasce forse da un articolo del Corriere della Sera nel quale Antonio Campo Dall’Orto, vice presidente di MTV International, ci descrive in maniera approfondita. Una frase mi ha colpito: “Se gli chiedi cosa vorrebbero rispondono: un buon lavoro, vivere bene e che i miei fossero fieri di me.”

Vi siete mai chiesti perchè siamo così? Perchè sogniamo delle cose che per voi, generazioni precedenti, sono scontate? Beh la risposta è semplice: per molti di noi il futuro e il presente sono prima di tutto un gran bel casino e poi, forse, una gioia o un sogno.

Noi, cresciuti negli anni ’90, siamo per i nostri vecchi la generazione dei NON:

  • non abbiamo fatto la guerra
  • non abbiamo lottato nel ’68
  • non abbiamo conquistato i nostri diritti
  • non abbiamo avuto paura delle BR e dei fasci
  • non abbiamo goduto nella Milano da bere

E allora ecco che questo blog non vuole aver la pretesa di cambiare le idee di qualcuno, ma solo dare lo spazio a due ragazzi, io e Gigi, che hanno voglia di raccontare chi siamo e cosa vediamo con i nostri occhi. E perchè, anche se non ve ne siete accorti, stiamo già cambiando questo mondo balordo…